Amici miei, fino a che punto può spingersi l’amore per la nostra bellissima Italia?

E cosa può succedere quando questo amore incontra la passione per il buon vino, che dell’Italia è un vanto da millenni?

Ancora un’ultima domanda: siete pronti a seguirmi nel mio… vertiginoso “Giro d’Italia Collection 2014”? 🙂

Parte Prima: IL GRANDE NORD

Qualcuno si domanderà: perchè ha inserito la Liguria al nord e l’Emilia al centro? Semplicemente perchè dovevo scegliere 8 regioni per questa prima “tranche” (considerando distintamente Trentino e Alto Adige) e ho fatto questa scelta…! 🙂

Cominciamo dalla Valle d’Aosta, magnifico gioiello alpino che si divincola tra lingua Italiana e lingua Francese. Forse non tutti sanno della grande quantità di vitigni autoctoni valdostani e della maestria di diversi produttori locali.

I bianchi autoctoni sono tutti meritevoli di attenzione: Blanc de Morgex, Moscato, Petit Arvine, Prie blanc… Ma anche i rossi non scherzano: Fumin, Gamay, Vien de Nus, Prie rouge, Mayolet, Neyret e altri.

I due vini esposti sono di un produttore che ha ottenuto grandi riconoscimenti col suo Pinot Grigio.

Ringraziamenti speciali: Mr. Marco Martin (Lo Triolet) e la mia amica e collega Virna che mi ha dato il suggerimento.

001label VALLE D'AOSTAFacciamo un piccolo passo e andiamo in Piemonte, che in fatto di vini possiamo definire “Sua Maestà il Piemonte”… Vitigni autoctoni in grande numero con grande predisposizione alle uve rosse, notevole autorevolezza in campo vitivinicolo, uve nobili e probabilmente, in Italia, le più adatte a produrre vini da invecchiamento.

Il più nobile è il Nebbiolo, con il quale si producono quasi ovunque nella regione ottimi “Nebbioli”, la varietà forse più diffusa qui è chiamata Spanna. Ma le zone più rinomate sono quelle che danno a questi vini rossi nomi altisonanti: Barolo e Barbaresco in provincia di Cuneo e Gattinara in provincia di Vercelli.

Oltre a vantare questo importantissimo vitigno, il Piemonte tra gli autoctoni rossi ha il Barbera, il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa, solo per elencare i più noti, ma ce ne sono davvero  moltissimi altri di grande qualità. Degne di una citazione anche alcune uve rosse dolci: il Brachetto, la Malvasia di Casorzo e quella di Schierano (prov. di Asti).

Insomma, possiamo dire che in fatto di uve “nere” il Piemonte può far… impallidire tutti gli altri 🙂

Per quanto riguarda i bianchi sono molto importanti il Cortese, l’Arneis (specie nella zona delle Langhe e la sottozona del Roero), l’Erbaluce di Caluso nel Canavese. Un’altra importante area vitivinicola piemontese è il celeberrimo Monferrato, zona collinare nelle province di Asti e Alessandria.

I vini esposti non saranno i più pregiati, ma la qualità raggiunta dal Barbera d’Asti e dai vini prodotti con uve Cortese negli anni più recenti la dicono lunga sull’altissimo livello dell’enologia piemontese.

Un ringraziamento speciale al mio amico Marco di Torino, che considero il mio primo maestro… 🙂

002JPG PIEMONTE

Spostiamoci in Liguria, terra nella quale la produzione del vino, e l’agricoltura in generale, non sono uno scherzo… La conformazione del territorio rende tutto molto difficile, soprattutto per via delle coltivazioni a ripide terrazze. Il benefico influsso del mare vicinissimo ai vigneti situati nei rilievi a picco e la fortunata esposizione della Riviera di Ponente sono però pregi che danno ai vini prodotti un’ottima qualità e tipicità.

I due vini collezionati portano il nome delle uve più caratteristiche della regione, il Rossese e il Pigato. Altri vitigni, per citarne solo alcuni sono i bianchi Bosco (che è il componente base del vino Sciachetrà delle Cinqueterre) e un’importante varietà di Vermentino. Tra i rossi ricordiamo l’Ormeasco, che è il nome ligure dell’uva Dolcetto.

Un ringraziamento speciale alla Liguria per quello che ci hanno regalato grandi artisti genovesi come Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Paolo Villaggio, e altri…

003JPG LIGURIA

Eccoci arrivati qui, in Lombardia. Oltrepò Pavese, Franciacorta, Valtellina, Valcalepio, sono tra le più rinomate e produttive zone delle D.O.C. di questa regione, ma ne esistono molte altre. Scarseggiano i vitigni autoctoni, ma il livello qualitativo dei vini raggiunto negli ultimi decenni rende la Lombardia (e non solo con gli spumanti della Franciacorta) un’ottima area enologica.

Nell’Oltrepò Pavese ci sono buone produzioni di vini rossi a base di uve Barbera e Croatina. La Croatina da queste parti è chiamata Bonarda, e sovente viene chiamato Bonarda anche il vino prodotto da Croatina in purezza o in uvaggio con Barbera. Di questa famiglia fanno parte anche i vini Sangue di Giuda e Buttafuoco, differenziati dalla lavorazione mediante la quale se ne ricava un prodotto più o meno dolce. Tra le uve bianche che ormai fanno parte di questa zona troviamo “monumenti” nazionali e internazionali come Riesling, Pinot Bianco, Moscato, etc.

Nel bergamasco la Valcalepio ci regala ottimi vini, non però da uve autoctone, ma sul modello bordolese i rossi sono prodotti con Cabernet Sauvignon, Merlot, etc. I bianchi con Pinot, Chardonnay, etc. Degno di nota il rarissimo vitigno rosso Moscato di Scanzo (Scanzorosciate, BG).

Il vitigno che domina i sontuosi spumanti della Franciacorta (provincia di Brescia) è il bianco Chardonnay, accompagnato spesso dal Pinot Nero vinificato in bianco, sul modello dello Champagne francese.

Nei dintorni di Brescia si produce il Botticino, vino rosso frutto di un uvaggio complessissimo. Curiosità: nella città di Brescia è presente il vigneto urbano Pusterla nel quale è coltivato il rarissimo vitigno bianco Invernenga. Nel Garda bresciano è degno di nota anche il bianco Lugana, una varietà di Trebbiano.

Non possiamo non citare il vino rosso della Valtellina (Sondrio) prodotto con uve Nebbiolo varietà Chiavennasca. Questa valle segue il corso alto del fiume Adda da est a ovest, a differenza di quasi tutte le valli del nord che naturalmente dalle Alpi scendono da  nord a sud. Questo crea una favorevole esposizione al sole del versante nord, che è quindi coltivato a terrazze per decine e decine di chilometri. I nomi dei vini sono legati alle zone: Maroggia, Inferno, Sassella, Grumello e Valgella.

Accingiamoci a lasciare la Lombardia. I due vini esposti hanno un alto tasso di tipicità e provengono entrambi dall’Oltrepò Pavese.

Ringraziamenti speciali: all’amica Nicoletta e all’amico Claudio che mi hanno fatto conoscere i produttori dei vini che vedete qui sotto, e all’amico Paolo di Brescia, maestro di volley e mastro di cantina 🙂

004JPG LOMBARDIAE’ la volta del Veneto, regione che con la Toscana contende al Piemonte la palma d’oro delle varietà di uve. Un elevatissimo numero di vitigni autoctoni a bacca bianca e a bacca rossa, una grande tradizione e un territorio vasto e fertile sono alla base dell’eccellenza veneta in fatto di vini.

I due vini della collezione sono solo due dei tanti che potrebbero essere rappresentativi: il Ripasso della Valpolicella, in provincia di Verona, è un vino rosso che nel corso della lavorazione ha fatto un passaggio (appunto il “ripasso”) sulle fecce nobili delle uve utilizzate per produrre il celeberrimo Amarone. Il Tai è uno dei nomi con cui è chiamato il vino che per decenni si è chiamato Tocai: il nome Tocai non si può più usare perché “Tokaj” è già il nome di un vino ungherese, ma questo non toglie nulla all’importanza del vitigno ormai noto come “Friulano” e diffuso in tutto il Triveneto.

Per citare solo le denominazioni più importanti, il vino Prosecco, soprattutto in versione spumante, è prodotto da uve Glera e l’uso di questa DOC è consentito in tutto il Veneto tranne la provincia di Verona. Eccellenza dell’eccellenza il Prosecco di Valdobbiadene DOCG (provincia di Treviso).

Nella provincia di Verona abbondano i vini e i vitigni di qualità: i bianchi Garganega (uva dalla quale si ottengono per esempio il Recioto di Soave e altri importanti vini) e Trebbiano di Soave, le uve rosse Corvina, Molinara, Rondinella, Corvinone con le quali si producono vini come Recioto, Amarone, Ripasso.

Per concludere la… passeggiata veneta ricordiamo il vitigno Raboso, chiamato in alcune zone Friularo, che soprattutto nella zona di Bagnoli Sopra (Padova) dà dei risultati davvero favolosi.

005JPG VENETOArrampichiamoci ora sui monti del Trentino, considerato, come la lombarda Franciacorta e la veneta Valdobbiàdene, terra di “maestri delle bollicine”. Questo per via della presenza nell’area di Trento di grandi produttori di spumanti di altissima qualità. Le uve per questi spumanti sono principalmente Chardonnay e Pinot Nero vinificato in bianco e talvolta in belle colorazioni rosè.

Ma… non di sole bollicine vive il Trentino, e nei due vini esposti troviamo due vitigni autoctoni che sono patrimonio esclusivo della regione: il rosso Teròldego del Campo Rotaliano e il bianco Nosiòla (nome che senza dubbio deriva dalla nocciola).

Degno di nota tra i tanti vitigni interessanti il rosso Marzemino.

Ringraziamenti speciali: a mio fratello Matteo e agli amici Antonello e Angela che mi hanno portato queste bottiglie…

006JPG TRENTINO Saliamo verso il confine austriaco, in Alto Adige, o se preferite in Sud Tirolo. Questa è una zona davvero speciale per la produzione di vini, in particolare i bianchi. I vitigni rossi autoctoni non mancano (citiamo ad esempio Schiava e Lagrein) e sono in grado di dare ottimi risultati, ma in fatto di bianchi abbiamo elementi di qualità superlativa: il fantomatico Gewurtztraminer, tradotto in italiano non è altro che “l’aromatico di Termeno” (Termeno è il comune di Tramin in provincia di Bolzano).

Ma altri vitigni bianchi e relativi vini sono di eccellenza, per citarne alcuni: Sylvaner, Kerner, Veltliner, etc.

007JPG ALTO ADIGEConcludiamo il nostro giro nel nord Italia in Friuli Venezia Giulia, che in fatto di vini ancor più dell’Alto Adige è “terra da bianchi”, in particolare la zona del Collio nella provincia di Gorizia. Anche in questo caso non mancano ottimi vitigni rossi: sopra tutti il Refosco nelle sue varietà, poi lo Schioppettino e molti altri. Ma i bianchi si superano: Verduzzo, Picolit, Friulano, Ribolla Gialla, Vitovska solo per citarne alcuni. Ed eccellono anche i vini bianchi prodotti in quest’area con vitigni internazionali come il Sauvignon, il Pinot bianco, Chardonnay, etc.

Ringraziamenti speciali: l’amico Piergiuseppe che mi ha portato le bottiglie.

Arrivederci a presto per il tour dell’Italia centrale!!!

Gasp

008JPG FRIULI VEN GIULIAGasp

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